mercoledì 8 febbraio 2017

Il ritmo delle stelle gratis oggi e domani


Segnalo che nelle giornate di oggi e domani trovate il romanzo "Il ritmo delle stelle" gratis (solo in riferimento alla versione digitale).

“Se non riesci a salvare una sola persona, come puoi liberare l’umanità intera?”

Una nave di evasi comandata dall’enigmatico Manàs s’introduce in una stazione in mano agli invasori alieni con l’aiuto della musica, bandita dal nemico che la ritiene responsabile di passioni proibite. Lo scopo del manipolo di dissidenti è rapire Melissa, cronista blasonata dal regime, e raggiungere lo scalo dove sta per scoppiare una rivolta per opera delle cellule di resistenza. Nel corso del viaggio, Melissa dovrà trasmettere messaggi agli umani ‘dormienti’ e convincerli che la telepatia aliena li ha assuefatti a una serenità solo apparente. Lei stessa ha una visione distorta e Manàs può redimerla solo forzandola con la telepatia che scorre nelle sue vene di sanguemisto. Per fare questo, però, dovrà lottare contro tutte le emozioni soffocate in un’intera esistenza da ribelle...

Romanzo
272 pagine
Ebook: 2,99 euro
Cartaceo: 10,99 euro (6 x 9 pollici/15,24 x 22,86): 


Il ritmo delle stelle
Copyright © 2016 Indigo Project
Tutti i diritti riservati
Cover: photo by Fernando Cortes De Pablo/123rf.com – logo designed by Freepik.com – graphic by Amazon & Indigo Project



giovedì 19 gennaio 2017

Aggiornamento cover


Le copertine delle versioni cartacee di Il ritmo delle stelle e di Kabaa delle caverne (rispettivamente qui e qui) sono state omologate a quelle del digitale. La versione Beta della funzionalità Amazon per le copertine flessibili (vedi qui il post relativo ai cartacei dello store) contiene ancora alcuni bug in riferimento a dimensioni e risoluzione che ho aggirato eliminando il fastidioso problema delle cornici. Spero che adesso il lavoro possa risultare più pulito.

martedì 27 dicembre 2016

Come creare una versione cartacea



Da poco Amazon KDP ha reso disponibile la versione Beta del programma che potrebbe trasformare i vostri ebook in libri cartacei. La funzionalità non è ancora al meglio, in merito a prestazioni, ma l'impresa è già fattibile, per quanto tutto non risulti automatico come nel caso degli ebook.

Se avete già pubblicato la versione digitale, non sarà necessario inserire dettagli quali titolo, autore, trama, categorie, parole chiave etc., e potrete saltare i primo dei tre step previsti dal sistema di contribuzione, per passare ai contenuti.

La prima sorpresa a cui ci troviamo di fronte è che Amazon ci fornirà gratuitamente un ISBN e in seguito potremo richiedere tramite il modulo dei contatti di unirlo al nostro ASIN originario per vedere le due schede unificate, sia nei contenuti, sia nel numero di pagine.

Procedendo, potrete scegliere le dimensioni del vostro libro, nonché il tipo di carta che vorrete utilizzare, prima di caricare il manoscritto cartaceo.


Quello che vi consiglio è di inserire in anticipo nel file il numero di pagine e il sommario modificato di conseguenza, in modo che la gabbia di stampa si adegui sin da subito a quanto proporrete.

Per la creazione della copertina potrete utilizzare o un pdf già pronto oppure ricaricare quella della versione digitale (vedi il post Come creare cover per ebook), che però dovrete impostare in modo e maniera che collimi con le dimensioni scelte, senza dimenticare di aggiungere i dati per la quarta che potrete personalizzare scegliendo tra vari schemi, font e colori.


Salvate sempre il vostro lavoro, e portate pazienza durante il caricamento dell'anteprima, perché al momento il processo è assai lento.

Una volta terminato il passaggio, il sistema stesso vi dirà se le vostre impostazioni sono corrette e, in caso contrario, vi fornirà in automatico un file con gabbia riadattata che potrete ricaricare facendo un passo indietro.

Arrivati allo step dei prezzi probabilmente rimarrete delusi dalla piccola percentuale che vi spetterà, perché dovrete contare sia l'IVA sia il tasso al 60%. I mercati attualmente sono limitati rispetto al digitale, ma in definitiva vale sicuramente la pena di tentare.

lunedì 26 dicembre 2016

Titolo, quarta e slogan


Pensavamo di essere arrivati alla parola "fine" del nostro romanzo, e invece, al di là della progettazione di una copertina azzeccata, ci rimangono gli "scritti" più importanti, ovvero quelli che dovranno attirare l'attenzione del pubblico.

Il titolo di un romanzo deve far capire al lettore il genere e di cosa parlerà la storia sfruttando meno parole delle dita di una mano. Un po' di più potremmo usarne per lo slogan, che dovrà racchiudere quello che per noi è il messaggio, l'intero significato del libro, il primo motore che ci fa comunicare quanto vogliamo.

La quarta (o sinossi, come la chiamano gli store, ma la 'sinossi' sarebbe in verità la trama completa da presentare agli editori) deve essere comunque il più sintetica possibile e raccontare a grandi linee la trama, con l'occhio puntato alla curiosità del lettore.

In quest'ultima non dovranno mancare parole a effetto che suscitino da subito emozioni universali, ma è bene puntare più che altro sulle immagini, scene e azioni che già 'si vedono', senza perdersi in riflessioni o men che mai suggestioni filosofiche che niente hanno a che vedere con un intreccio da narrare.

Una buona scelta in questo senso nulla aggiunge e nulla toglie a un'opera che magari di per sé è già buona, ma qui non stiamo parlando più di tecniche di scrittura vere e proprie, bensì di marketing, perché la vostra presentazione sarà lo strumento principale da cui dovrete far partire la promozione dei comunicati social e blog.

Se qualcosa a un lettore non piace a partire da questi dettagli, difficilmente passerà al livello successivo, ovvero leggere l'intero lavoro.

Si dice che un titolo breve, composto per esempio da una sola parola, attiri di più l'attenzione dei lettori, perché rimane più impresso; ma in molti ormai hanno sfruttato quest'opzione, e la scelta risulta limitata, per non parlare del fatto che abbiamo meno combinazioni a disposizione per trasmettere genere e trama in un colpo solo (Il ritmo delle stelle per me poteva suggerire sia il tema della musica sia l'ambientazione spaziale e futuristica, mentre Kabaa delle caverne il fatto che non avrei parlato di uomini del Rinascimento, per intendersi). Un titolo lungo può di conseguenza risultare più suggestivo di un titolo composto da due parole, se i vocaboli scelti centrano al meglio il nostro soggetto o sono particolarmente evocativi di una determinata atmosfera.

La qualità di un'opera, ripeto, è indipendente dalla scelta del titolo, ma è importante non dimenticare di curare al meglio il nostro biglietto da visita. Spesso, purtroppo o per fortuna, tutto dipende da questi dettagli all'apparenza insignificanti.

domenica 25 dicembre 2016

Il processo di revisione


Una volta arrivati al finale del nostro romanzo, è opportuno distaccarcene per un po' di tempo, per tornarci sopra con calma, a mente fredda, proprio come abbiamo fatto all'inizio con la scaletta.

Questo passaggio è necessario per non sentirci troppo coinvolti da quanto abbiamo steso con passione ed emozione, in modo da valutare oggettivamente cosa ancora non va.

Dopo il 'taglia e cuci', la revisione è il processo che ripulirà definitivamente il vostro testo e che vi aiuterà a proporlo al meglio. Non si tratta solo di visionare l'impaginazione, correggere gli errori di battitura (o refusi) oppure gli errori grammaticali che per distrazione ci sono sfuggiti, ma anche di rivedere l'opera nel suo insieme: se tutto quadra nella struttura, se non sono rimaste incongruenze o inverosimiglianze, se le sezioni sono omogenee ed equilibrate, se l'impianto è coerente, se c'è ancora qualcosa di eccessivo da tagliare o limare, o se non ci sembra il caso di aggiungere addirittura qualche frase per rendere più chiari alcuni passaggi confusi.

Un tempo si consigliava di revisionare su carta, perché lo schermo del computer spesso fa cadere in errore la percezione visiva, ma è sempre bene ripassare al pc tramite correttore e procedere semmai in seguito con le anteprime per ebook; disponibili in varie dimensioni, possono essere sfruttate per rileggere ogni volta il testo a grandezza differente, e scovare errori che ci erano sfuggiti a causa di una diversa impostazione dei paragrafi.

Ci sono anche altri piccoli accorgimenti da tenere di conto, come l'utilizzo del corsivo, delle parole straniere, di quelle da evidenziare o di grafie particolari per prefissi, composti e abbreviazioni, per esempio; è sempre bene utilizzare la stessa scelta dall'inizio alle fine del testo ogni volta che ci ritroviamo davanti al medesimo espediente o vocabolo.

Ovvio che tutto ciò che è in eccesso debba essere sempre sfoltito il più possibile, a partire da avverbi e aggettivi inutili, soprattutto i possessivi, se già è chiaro a chi sono riferiti i sostantivi. Insomma, mai usare cinque parole se se ne possono usare tre. Però fate attenzione a chi vi propina la solita solfa sugli avverbi in '-mente': sì, sono perlopiù inutili e sostituibili con verbi più forti e adeguati, ma spesso indispensabili per non commettere errori di punto di vista (vedi vocaboli quali "chiaramente" o "visibilmente" riferiti a personaggi nella cui testa al momento non siamo).

Stesso discorso per paragrafi prolissi o descrizioni/riflessioni/spiegazioni di cui possiamo benissimo fare a meno; ma le frasi si possono anche girare e modificare in modo che la scrittura appaia più scorrevole e meno ingarbugliata.

Di revisione in revisione, troverete il vostro testo sempre più 'pulito', la lettura risulterà più fluida, e sarà più semplice scovare anche sfumature insidiose come le ripetizioni, in modo da sostituirle con dei sinonimi (evitate quelli troppo pomposi o sorpassati). Tra una fase di decantazione e un'altra, inoltre, imparerete a rivedere il testo come se fosse stato scritto da qualcun altro e di conseguenza a essere meno di manica larga con voi stessi.

A questo punto saranno la vostra preparazione e la vostra pignoleria a indicarvi il momento in cui non ci sarà più nulla da correggere. Prima o poi bisogna avere il coraggio di staccarsi dal libro e di cominciare a farlo viaggiare con le proprie gambe.


sabato 24 dicembre 2016

Kabaa e Il ritmo in cartaceo


Da oggi il racconto Kabaa delle caverne e il romanzo Il ritmo delle stelle sono disponibili anche in versione cartacea.
Il racconto presenta il formato 5 x 8 pollici (12,7 x 20,32 cm), conta 116 pagine e costa 5,99 euro, a differenza della versione digitale ancora a 99 centesimi.
Il romanzo è invece nel formato 6 x 9 pollici (15,24 x 22,86 cm), conta 272 pagine e costa 10,99 euro (la versione digitale è ancora disponibile a 2,99 euro).

Le schede sono unificate, per cui potrete trovarli ai soliti link.

Vi lascio i dettagli delle trame.

IL RITMO DELLE STELLE

“Se non riesci a salvare una sola persona, come puoi liberare l’umanità intera?”

Una nave di evasi comandata dall’enigmatico Manàs s’introduce in una stazione in mano agli invasori alieni con l’aiuto della musica, bandita dal nemico che la ritiene responsabile di passioni proibite. Lo scopo del manipolo di dissidenti è rapire Melissa, cronista blasonata dal regime, e raggiungere lo scalo dove sta per scoppiare una rivolta per opera delle cellule di resistenza. Nel corso del viaggio, Melissa dovrà trasmettere messaggi agli umani ‘dormienti’ e convincerli che la telepatia aliena li ha assuefatti a una serenità solo apparente. Lei stessa ha una visione distorta e Manàs può redimerla solo forzandola con la telepatia che scorre nelle sue vene di sanguemisto. Per fare questo, però, dovrà lottare contro tutte le emozioni soffocate in un’intera esistenza da ribelle...

Link per l'acquisto: www.amazon.it/dp/B01KAGPBHA

KABAA DELLE CAVERNE

“Nella lotta per il progresso, la natura rimane il più antico e potente fattore dell’universo.”

Un’équipe di scienziati sta sperimentando viaggi nel Paleolitico, quando Eva, addetta al salto, si trova coinvolta in un curioso gioco di seduzione. Non è professionale nascondere dettagli ai colleghi, ma il capobranco è intelligente, e non la vede come la Musa ispiratrice della sua pittura rupestre. Anzi, si mostra seccato per questa presenza che appare e scompare come un animale in grado di mimetizzarsi per dispetto. E non è proprio questo il più affascinante conflitto da sperimentare dall’alba dei tempi?

Link per l'acquisto: www.amazon.it/dp/B01KAGPAQC

venerdì 23 dicembre 2016

Taglia e cuci con coerenza


Un buon processo di revisione, per portare a un prodotto ultimato convincente, deve basarsi su più fasi.

Inutile partire subito con una rilettura volta alla semplice correzione delle bozze, perché questa storia deve prima di tutto allontanarsi da noi e cominciare a vivere di vita propria. Così come abbiamo fatto decantare la scaletta prima di iniziare a scrivere, dobbiamo difatti abbandonare il nostro testo per qualche tempo prima di rimetterci mano.

Una volta che saranno passate alcune settimane, potremo rivedere il tutto con un occhio diverso, più critico e distante, e notare tutti quei passaggi in cui ci siamo sentiti troppo coinvolti in prima persona, per esempio esagerando. Lì, dobbiamo smorzare i passaggi e renderli meno artificiosi.

In questi momenti è anche possibile rivedere quanto in un primo tempo ci era parso bello, mentre adesso sentiamo il bisogno di rimetterci mano per rendere le immagini o gli scambi di battute in maniera diversa.

Se avete lavorato con coscienza e seguito la vostra scaletta, non dovreste essere costretti a stravolgere la struttura, ma potrebbe capitare semmai di dover anticipare o spostare un paragrafo, in modo che le dinamiche della narrazione funzionino meglio.

Non lasciatevi però prendere dalla pigrizia: se sentite che qualcosa deve essere sistemato, lo sentiranno anche i lettori, quindi rimboccatevi le maniche e non siate troppo buoni con voi stessi.

Buttate il superfluo, mostrate l'essenziale, eliminate tutte le inutili spiegazioni che avete inserito per l'ansia di non riuscire a farvi capire, togliete tutto quanto da lettori vi annoia. Lasciate che il lettore immagini un po' di cose da sé, insomma, senza dare al contempo niente per scontato.

In questa fase è bene fare attenzione anche ad altri eventuali dettagli che ci hanno preso troppo la mano in fase di scrittura, come piccole incongruenze (le grosse non dovrebbero esserci sfuggite grazie alla scaletta). Meglio tagliare tutto quanto acquista un retrogusto troppo ingenuo e non è utile all'economia del libro, così come sistemare ogni passaggio che possa risultare pesante.

Ricordiamo bene che la sospensione dell'incredulità ci permette di far credere a lettore tutto quello che vogliamo, sopratutto all'interno di un mondo di fantasia, ma tutto questo a patto che la coerenza e la verosimiglianza di questa nostra altra realtà non venga meno e che tutto quadri in modo e maniera da non far cadere le braccia a chi ci sta leggendo. E questo a partire dai più piccoli dettagli, in particolare se siete alle prese con un contesto storico, per esempio. Non date per scontato che nessuno se ne accorga: basta che succeda a uno e la vostra credibilità col passaparola crollerà miseramente. Persino un determinato oggetto o termine linguistico può risultare incongruente e anacronistico. Con questo non voglio dire che gli storici debbano essere scritti con il linguaggio dell'epoca, anzi, sarebbe ridicolo, ma non mettete un cellulare in mano a un barbaro, a meno che non stiate scrivendo un time travel, per intendersi.

Procedete dunque così. Gli ultimi ritocchi, il lavoro di precisione, arriverà in seguito.