mercoledì 16 novembre 2016

Ibrido indaco


I dibattiti sulla presunta morte della fantascienza sono diventati ormai ripetitivi, superati, non portano a nulla, e nessuno ha più voglia di immischiarsi in certe questioni. L'ultima frontiera un tempo vagheggiata viene ogni giorno oltrepassata al tg ed è sempre più complicato meravigliarsi per quanto succede all'interno di una storia fantascientifica, dato che immersi in quella stessa fantascienza di una volta oggigiorno viviamo. Ma non accade la stessa cosa un po' in tutti i generi e in tutte le forme d'arte?
Già ho sfiorato l'argomento nei post Emozioni fantascientifiche e La morte del futuro, per cui vi rimando ai link nel caso vogliate approfondirlo, ma una cosa è certa: la commistione è sempre stata importante per la fantascienza e mai come oggi sfocia nel thriller, nell'horror, nello storico o nell'esotico, tanto per citare qualche 'deviazione.' Da fenomeno di nicchia, il genere ha iniziato a indossare maschere da produzione di massa, evitando accuratamente di etichettarsi come fantascienza, in quanto démodé, e quasi nessuno si accorge che la fantascienza è nascosta persino nei thriller di Dan Brown. Per non parlare degli storici; e, sempre in riferimento alla morte di questo futuro, non è un caso se molti autori, da Resnick a Evangelisti, si siano rivolti addirittura al passato (vedi Kabaa delle caverne).
D'altra parte, tutti i media sono invasi dalla fantascienza, in crisi vediamo solo i libri, e si torna al punto di partenza: nella fantascienza così come in tutti i generi. La fantascienza non è morta, è il mercato che si trova in coma.
Il più gettonato è come sempre il romance, e la SciFi ha tentato di ibridarsi con quest'ultimo, ma al di là dei paesi di lingua anglofona, con un mercato più ampio, la commistione non ha preso piede, stavolta per un problema di genere... sessuale, nel senso che la maggior parte degli uomini non legge romance e la maggior parte delle donne non legge fantascienza, per cui il bacino di utenza si restringe.
Ovviamente tutto questo non ha a che vedere con la presunta morte della fantascienza, e aitanti supereroi continueranno a invadere i nostri schermi e teleschermi.

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