giovedì 24 novembre 2016

Per un futuro soprannaturale


I saggi di Stephen Hawking "Dal Big Bang ai buchi neri" e "La grande storia del tempo" hanno riscosso successo anche da parte del grande pubblico perché sono accessibili pure per chi è assai digiuno di fisica. Certo, sono presenti alcune sezioni comunque difficili da digerire, ma su una cosa abbiamo messo tutti un punto fermo: la quantistica non è una scienza determinata come quelle con cui abbiamo avuto a che fare finora. Se i nostri sensi pensavano di avere delle certezze, il digitale, il virtuale, con tutti gli oggetti divenuti ormai di uso quotidiano che hanno comportato, le hanno frantumate, in barba al positivismo.
Tutto questo ha cambiato di conseguenza anche il nostro modo di pensare, di guardare il mondo, e quanto c'è di sconosciuto e di inspiegabile ha ripreso la sua importanza. Niente è più scontato. Nell'universo sconfinato potrebbe esserci qualcosa che va al di là delle leggi naturali che conoscevamo, persino fenomeni paranormali indimostrabili che avevamo relegato ormai al Medioevo: le coincidenze e i déjà-vu spiegati da Freud in maniera psicanalitica potrebbero rientrare nella sincronicità di Jung e assumere toni esoterici.
Sogni profetici? Percezioni extrasensoriali? Visioni? Telepatia? Viaggi nel tempo? I morti potrebbero trasformarsi in energia senziente? Non sarà fantascienza?
Eppure, oggi come non mai viviamo in un mondo digitale che in gran parte non è tangibile e che anni fa sarebbe apparso giustappunto fantascienza. Di conseguenza non sembra più tanto incredibile pensare che un giorno tutti questi oggetti innumerevoli con cui abbiamo a che fare quotidianamente diventino sempre più piccoli e unificati da poter essere inseriti direttamente nel nostro cervello e trasformarci in una sorta di cyborg che legge libri e guarda film a occhi chiusi. Oppure questo microchip o cosa sarà potrebbe navigare nei nostri sogni meglio di Freud; farci viaggiare nel tempo, magari collegandosi a un meccanismo di teletrasporto come quello descritto nel racconto Kabaa delle caverne. Se l'uomo imparerà a viaggiare più veloce della luce come i protagonisti del romanzo Il ritmo delle stelle, potrà andare anche all'indietro? Una cabina può essere un tunnel spaziale virtuale che distorce e curva il tempo a nostro piacimento combinandosi con il teletrasporto? Gli studi su particelle e antiparticelle, sulle radiazioni dei buchi neri, potrebbero un giorno essere impiegati su scala macroscopica?
Potremmo continuare a rimuginare in eterno, pensando ai progressi della medicina e alla scoperta dell'acqua di lunga vita delle fiabe tradizionali, o a una creazione che avviene in una maniera totalmente diversa rispetto a quanto sempre accaduto (basta pensare alla cellula artificiale di Venter per non trovare poi così impossibile l'eventualità), con buona pace degli ecclesiastici che vedranno scemare il loro strapotere quanto quello dei positivisti.
La genetica e la medicina, in questo senso, potrebbero però privilegiare solo determinate persone e allora la storia non cambierebbe affatto, a meno che una minoranza non determini un'inversione di tendenza (vedi il post La speranza di Morin), senza contare che ogni nuova scoperta non è mai stata vista subito di buon occhio, e spesso per ragioni errate. Lo stesso Internet era considerato inizialmente come un dittatoriale Grande Fratello e invece è diventato la culla dell'anarchia. Perché, quindi, non dovremmo fantasticare sull'immortalità?

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